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Ormai fa parte del nostro DNA, o forse di un calendario biologico che regola quegli appuntamenti irrinunciabili dai contagiati da questa passione , come i flussi migratori.Prima ancora della chiusura della stagione di caccia alla selvaggina stanziale c'e' già chi sta lavorando per organizzare la Gara Natalizia di tiro al piattello , sottinteso senza trascurare la bestia nera, sua maestà il cinghiale. Forse quest'anno abbiamo esagerato, 25 ceste natalizie da dividere tra tiratori iscritti al nostro circolo, di Corticella e taxisti . Se aggiungiamo spumante e panettone per tutti, il necessario per il brulè , anche solo il trasporto diventa un problema. Poi qualcuno tira fuori un autocarro e anche questa è fatta. Gran bella giornata, scivolata via tra chiacchiere e piattelli non sempre rotti, discreta la partecipazione dei nostri, è mancato solo qualcuno troppo preso dal grufolone . I nostri complimenti vanno agli amici del tiro a volo Borgatella , quella appena passata credo sia la più grave crisi attraversata dalla società, la scongiurata chiusura di quei campi non sarebbe stata indolore, nella migliore ipotesi molti di noi avrebbero perso tanti ricordi, tanti piccoli istanti di gloria. Ci ritroviamo a Crespellano per il Gran Galà del Circolo, uno spumeggiante Zini C. invita per ritirare una medaglia il mitico Cerpi R. Medaglia importante quella di Roberto, non è conquistata con punteggi strepitosi, bensì con il suo modesto esserci , anche sapendo ce spesso il suo nome è l'ultimo della classifica. Grazie Roberto. Per la cena sociale invece gioco in casa, Siamo a Corticella presso l'Antica Trattoria della Pesa, in una botte di ferro, facce soddisfatte e trigliceridi a livelli mai raggiunti. Qui premiamo chi ci ha rappresentato e bene al Campionato ANCAM a Caserta : Manderioli R. Santi R. e Zuffi M. Meritavano qualcosa di più ma il bilancio non transige. Come da copione si passa alle catture delle lepri, trappolare fagiani ormai metropolitani, sfoltire le onnipresenti nutrie. . .So già che naufragherò sui bilanci di fine anno.
Vespa schiaccia il tasto play .

Le Bologna..chi?
Vedo sempre volentieri l’amico Torri, una delle cose che apprezzo più in lui è quel modo di andare diretto al punto, un grande risparmiatore di condizionali chissa e forse. Peccato non sia un acacciatore, ma in fondo nessuno è perfetto. Riesce comunque a buttarmi nel panico quando “vuole” l’articolo sulle Bologniadi 2003 di tiro al piattello. Adesso in piena stagione venatoria….Devo raccattare i miei pensieri sparsi tra zolle e scoline per sedermi davanti ad una fredda e asettica tastiera.
Dopo il trauma iniziale arrivano i ricordi, basta non avere fretta. La manifestazione si è disputata sui campi della Borgatella di S.Lazzaro e di Molinella nei giorni 13-14-21 Settembre preannunciata da una pubblicità sugli autobusche non poteva passare inosservata. Vedo lo striscione del nostro circolo al posto giusto, dietro al podio e nonostante la stagione venatoria già iniziata e il periodo di addestramentodei cani al culmine i tiratori ci sono. Non ho detto tiratori a caso , infatti la maggior parte degli iscritti sono frequentatori assidui delle pedane, avrei preferito vedere più cacciatori, privilegiare l’associazionismo, lo stare insieme di questa manifestazione.Dobbiamo lavorare per renderla più abbordabile anche per chi non ha molta confidenza con il piattello, proviamoci. Notevole lo spirito della gara, al di là della premiazione, decisamente ricca grazie anche alla sponsorizzazione del nostro circolo, possiamo contare 130 iscritti alla Borgatella cui si aggiungono i 50 del giorno 21 sul campo di Molinella.Si aggiudica il titolo di Campione delle Bologniadi 2003 Costantini M., mentre della decina di nostri soci iscritti alla competizione, soltanto l’imperturbabile Zuffi M. batte cassa al momento della premiazione. Ineccepibile il lavoro del coordinatore Pilon D. affiancato dal nostro Liverani A. Sui campi nulla puo’ andare storto se giudicano gli amici Boschi R. e Galassi A. Una bella manifestazione, facciamola crescere, anche se non è proprio come la vorremmo, la nostra Bologna se la merita. Tante competizioni che ormai consideriamo irrinunciabili sono nate così da n’idea…
Salvo con nome e anche Torri l’abbiamo accontentato. La sveglia l’ho puntata, domani ci vogliono gli stivali. Su Vespa andiamo a cuccia!
A.M.
Col naso all’ insù di A.M.
L’ideale sarebbe trovarci la sera, magari dopo una giornata
di caccia , davanti a uno di quei grandi camini tipici delle vecchie
case coloniche della nostra pianura per una informale chiacchierata
tra amici. Stanchezza, confidenza e un paio di bottiglie di quello
onesto a fare da mediatori. E invece mi ritrovo alle prese con
il mio monologo, un deprimente nero su bianco. . . Nonostante
l’impegno di un organizzatore come Liverani ci siamo visti
costretti ad annullare quella battuta su fagiani in Val di Zena
che avevamo ormai già ben definito. Peccato, non riesco
ancora a decidere quale fosse la motivazione più alettante;
sicuramente non i fagiani di voliera, forse il pranzo in compagnia
o la donazione all’ A.N.T. Piegati ma non spezzati ci riproveremo.Sicuramente
ci rivedremo Domenica 19 Dicembre per l’irrinunciabile gara
Natalizia di tiro al piattello alla Borgatella, il brulè
è assicurato mentre il resto verrà da sé,
al lancio del primo piattello. Che siate cacciatori, tiratori
o di qualsiasi altra specie animale è irrilevante, noi
vi prendiamo comunque. Altro pretesto per vederci sarà
la tradizionale cena sociale, per non perdere neanche uno solo
dei nostri pollastroni a causa della stagione venatoria ancora
aperta, abbiamo deciso di posticiparla al mese di Febbraio o giù
di lì, sarà anche un modo per discutere delle strategie
della prossima stagione tiravolistica. Senza voler precorrere
i tempi, ogni anno al concludersi della nostra stagione, si presenta
il momento della semina, della manutenzione; spiego: ogni anno
ci grattiamo il fondo delle tasche alla ricerca di volontari per
tutte quelle attività complementari alla nostra passione,
dalle catture di lepri e fagiani, al contenimento delle specie
opportuniste quali volpi, nutrie e corvidi. Personalmente vedo
la cosa come un prolungamento della mia stagione, qualcosa di
inscindibile dal pianeta caccia, forse perché da sempre
coinvolto in queste operazioni. Avrei piacere di vedere più
tranvieri alle catture, che non si limitassero alle quattro prestazioni
richieste per aver diritto alla tariffa agevolata, far vedere
agli altri, quelli che ci avversano, che siamo realmente in grado
di curare e gestire un territorio, migliorare i rapporti con gli
agricoltori e forse anche con gli ambientalisti stessi. Credo
che essere cacciatori comprenda anche questo. Ma siamo a fine
ottobre, purtroppo anche le condizioni meteorologiche ci mettono
lo zampino e ci ritroviamo un passo magro, salvo rare eccezioni
, colombacci e allodole si sono fatti desiderare. Storni a cariolate
invece, ma nei parchi cittadini e sulle antenne delle case, chissà
se ai miei vicini disturbano gli spari dal balcone? Meglio evitare.
Assolutamente indimenticabili invece i rumorosi branchi di oche,
disposte a V, alte in cielo e padrone del vento. Poi anatre, tante
anatre, chi può permettersi un chiaro le insidia nel modo
giusto, la botte e la valle hanno un fascino particolarissimo,
con colori e rumori unici. . . . Io invece rimango qui con il
naso in su. Lo so Vespa , è un articolo un po’ anemico,
speriamo nel prossimo…
A. M.
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