FEDERICO E LA 608: DUE AMICI DEL GST
A cura di Federico Hänel

La Carrozzeria Menarini Bologna (1919-1989)

Questa azienda viene fondata nel 1919 da Ettore Menarini, e diviene presto famosa per le sue carrozzerie turistiche su telai dei principali costruttori europei, cui a partire dal 1954 affianca il brevetto delle carrozzerie autoportanti “Monocar”. Nella sua storia, arrivata fino alla fine degli anni '80, ha allestito tantissimi mezzi. Al 1001 nato su meccanica Fiat 405, seguono vari urbani con gruppi Alfa Romeo, Fiat e OM. Parallelamente la struttura autoportante Menarini equipaggia filobus ed autobus interurbani. Durante gli anni '60 la Menarini cresce e si rafforza progettando e realizzando in proprio anche gli autotelai sia per autobus urbani che interurbani abbandonando la connotazione di semplice carrozziere per acquisire a pieno titolo quella di costruttore di autobus completi. Negli anni successivi la Menarini continua a perseguire la strada dell'innovazione dei prodotti ponendosi sempre quale punto di riferimento per la concorrenza e conquistando posizioni di assoluto rilievo nel mercato italiano degli autobus urbani, interurbani e gran turismo. A partire dagli anni Settanta la Menarini comincia a differenziare la sua produzione dai modelli Fiat di serie. Del decennio successivo le gamme 110, turistico e interurbano ed il fortunato modello Monocar 201, limitano il contributo Fiat-Iveco al motore e fanno aprire spiragli a Man e Mercedes. Agli inizi degli anni Ottanta introduce i freni a disco, le sospensioni indipendenti per interurbani e addirittura un raffinato ponte a schema De Dion sui gran turismo modelli Monocar 101 e 102 SBH, veri punti di riferimento nello sviluppo del design del moderno "gran turismo", così come i primi studi per il ribassamento dei pianali nelle produzioni urbane. Nel 1989 la svolta, quando viene acquistata dalla Breda Costruzioni Ferroviaria (ma mantiene la sede storica di Via San Donato a Bologna) e viene attuata l'unificazione delle gamme sotto Bredamenarinibus, e dal 1994 la denominazione Monocar viene abbandonata. Successivamente nel 2001 passa sotto il diretto controllo di Finmeccanica.


La storia del mio salvataggio

La mia prima passione è stata la sua passione per la mia mitica macchina “Fiat 127” del 1975, da me “coccolata” sin dal suo arrivo in casa nostra nel 1987, e poi dal 1994 quando mio padre me la cedette per disporne a mio piacimento. Sin da piccolo però, ho sempre nutrito un forte, inspiegabile interesse per il mondo dei trasporti collettivi di persone, treni ed autobus in particolare. Si gli autobus, forse la cosa più comune nelle nostre città ma che pochi notano o riescono a vedere oltre al loro mero fine di mezzo di trasporto di ogni giorno, come oggetti che ci accompagnano ogni giorno nei nostri spostamenti, negli anni, invecchiando. Pochi riescono a distinguere e a coglierne caratteristiche, differenze, varietà, personalizzazioni da città a città e spesso anche tra unità e unità all’interno della stessa azienda. Pensavo di essere l’unico, ed invece crescendo negli ultimi anni, anche grazie ad internet, ho scoperto che ci sono parecchi gruppi di appassionati sparsi in giro per lo stivale, anche se a malincuore mi sono accorto che spesso sono in una assurda rivalità fra loro. Fra tutti gli autobus, quelli che da subito iniziai a guardare con particolare predilezione erano quei mezzi che avevano all’incirca la mia età, e che quindi conoscevo meglio di tutti gli altri. All’età di 12 anni iniziavo a crearmi una mia piccola flotta personale di mezzi interamente autocostruiti in scala 1:24, mezzi che anno dopo anno crescevano di numero e si perfezionavano in precisione ed evolvevano in tecnica di costruzione. Crescendo, cercavo di spostarmi anche in visita ad altre città, “armato” di macchina fotografica, a caccia di qualche mezzo più datato da fotografare, su cui salire anche solo per farci un piccolo giretto, e maturava in me il desiderio incompreso dai miei di poter avere in un futuro prossimo un mio autobus del modello che più prediligevo, da conservare negli anni a venire. In particolare, conscio anche del fatto che per ragioni si costi, spazi, tempo, etc, se anche avessi potuto salvare un autobus, quello sarebbe stato uno e non più di uno, e che quindi era necessario fare una scelta, il mio interesse si concentrò per i “Menarini 201 suburbani”, mezzi che più di tutti gli altri mi erano diventati cari per varie ragioni.

E’ stato con l’inizio degli anni 2000 che, vedendo progressivamente che le varie aziende rinnovavano sempre più massicciamente i propri parchi mezzi accantonando, spesso per la demolizione se non per un triste ultimo servizio nei paesi stranieri, proprio i mezzi che mi stavano particolarmente a cuore, ho iniziato a contattare alcune aziende per sentire la loro disponibilità a cedermi uno di questi mezzi, ma le trattative non ebbero buon esito. Decisi di fare un tentativo anche con l’A.T.C. di Bologna, che di Menarini 201 ne aveva in forze ben 200 esemplari. Qui mi risposero cordialmente e con simpatia e rimasero meravigliati quando alla loro domanda “Che ci vuole fare con questo autobus? Un vaso di fiori?” io convinto gli risposi che volevo semplicemente farlo restare autobus ma tutelandolo come storico. Era l’agosto del 2005 quando mi permisero di sceglierne uno, tra i mezzi che all’epoca venivano progressivamente dismessi, temporaneamente parcheggiati al Parco Nord del deposito A.T.C. Due Madonne. La mia scelta all’epoca si concentrò sul mezzo che presentava condizioni di carrozzeria migliori ed il più vicino all’aspetto originale. Dopo la scelta però, doveva appena venire la parte più complessa del mio salvataggio, vale a dire quella burocratica per il suo riconoscimento come storico ed il cambio d’uso del mezzo da pubblico a privato. A gennaio 2006, riuscivo finalmente a guidare il mio tanto amato mezzo e a dargli nuova vita e una nuova collocazione. Già a partire dalla seconda metà di agosto 2005 con grandi sacrifici sfidando il solleone prima, ed il freddo di dicembre poi, a tempo perso, e di mia mano, ho dato avvio a dei piccoli interventi di ripristino del mio mezzo, per riportare il mezzo più vicino all’aspetto originale mitigando i 25 anni di servizio pubblico che inevitabilmente lo hanno segnato, i milioni di utenti che ci sono saliti a bordo, i piccoli vandalismi subiti e le varie manomissioni fortuite avvenute all’interno delle officine aziendali. Ancor oggi, con interventi intensivi concentrati ogni 2 o 3 fine settimana, raggiungo Ravenna e cerco di curare la piccola manutenzione del 608, cosa non da poco se non altro per le dimensioni del mezzo, mentre per le riparazioni e gli interventi più importanti, che richiedono l’apporto di esperti e di strutture e apparecchiature specifiche, mi avvalgo della preziosissima e gentilissima disponibilità, cortesia e competenza, del personale dell’A.T.C..

Sin dall’inizio, uno dei grossi problemi è stato quello della collocazione del mezzo. Dopo l’immatricolazione, infatti, ho deciso di non portare il mezzo nella lontana Trieste, città in cui sono nato e risiedo, preferendo tenerlo, almeno temporaneamente nella città di Ravenna, a cui sono legato per questioni affettive e di amicizie. Purtroppo, in solo una decina di giorni in cui avevo lasciato provvisoriamente il mezzo in un piazzale della città adibito alla sosta dei bus turistici, il mezzo è stato oggetto di vandalismi, forse stupide ragazzate che però hanno creato non poche beghe ed un pesante e difficile lavoro di ripristino. Successivamente l’ex 608 (ho lasciato il numero di matricola sia interno che esterno a memoria del glorioso passato in A.T.C.) ha sostato per qualche mese in un piazzale scoperto privato, accanto a dei campers, per poi passare all’attuale sistemazione, in uno spazio gentilmente e temporaneamente concesso da un’azienda agricola, sotto un casolare di campagna accanto a mezzi agricoli ma almeno protetto dalle intemperie.

Certo la certificazione di storicità che segna la nuova vita del 608, mette anche notevoli limitazioni, e restano un ricordo le migliaia di chilometri percorsi all’anno quando il mezzo faceva il servizio di linea, anche perché sono sempre troppo poche purtroppo, e spesso distanti, le occasioni per muovere il mezzo, con un pizzico d'orgoglio. Ciononostante, non sono mancate le iniziative che hanno segnato la “nuova vita” del 608. Ricordo nella primavera del 2006 il primo incontro a Rimini con alcuni soci del GST ed una bella escursione nel cesenate e riminese assieme ad amici dell’università di Conservazione dei Beni culturali di Ravenna, con salita al santuario della Madonna del Monte di Cesena, e lungo la valle del Marecchia con salita alla località di Montebello. Poi sempre nel 2006 ha avuto inizio la collaborazione con l’associazione “Un paese in festa” di Candelara nel comune di Pesaro. Nel 2007 ricordo ad aprile la partecipazione al gemellaggio del 608 con il Menarini 201.2LS matricola 640, ancora in forze presso l’A.T.C., noleggiato dal GST per un’uscita nell’imolese, e a maggio un’uscita culturale a Ferrara e a Pomposa. Ma l’avvenimento forse più importante per il mezzo è avvenuto a gennaio 2007, quando il regista F. Bentivoglio ha richiesto la partecipazione del “608” per le riprese di una piccola scena del film “Lascia perdere Johnny!” che è stato girato in un paesino della provincia di Rovigo. Le riprese si sono svolte in una fredda, nebbiosa ed umida notte e, per esigenze di copione, in quella occasione il mezzo è stato “travisato” con i loghi dell’ATM “Azienda trasporto milanese”.

Oggi, curandone personalmente la piccola manutenzione, cerco di tenere il 608 disponibile per partecipare a manifestazioni culturali, raduni o occasioni particolari, per condividere con altri appassionati e non, un sogno che avevo sin da piccolo e che ho visto realizzarsi. Credo che molti possano avere anche semplicemente il piacere di fare un tuffo nel passato, su di un mezzo che credo faccia un po’ parte della storia di tutti visto che, e non credo di affermare un azzardo, i più sono saliti almeno una volta su uno di questi mezzi, ed i restanti li avranno almeno visti o continuano ancora a vederli in giro per le nostre città dopo anni di onorato servizio. Ecco che con il salvataggio del 608 mi piacerebbe dare testimonianza del grande peso che la tipologia di autobus che esso rappresenta ha avuto in Italia, e specie a Bologna. Del resto il 608, con i suoi 27 anni di storia, fa anche onore a due marchi storici italiani: la Carrozzeria Menarini di Bologna, che è nata ed ha avuto sede nel bolognese e che nel 1989 si è fusa con la Breda e ha rinnovato completamente i suoi prodotti, e la Fiat per l’affidabilità e la longevità delle componenti meccaniche che lo equipaggiano (il motore Fiat 8200.13 progettato all'inizio degli anni '70 e che ha motorizzato tra gli anni ‘70 ed ’80 migliaia di mezzi tra camion, autobus di varie tipologie su telaio Siccar 176 e corriere di varie tipologie, ed il 608 è uno degli ultimi mezzi con questa motorizzazione; visto che con gli anni '80 la Fiat passò al motore 8220.12).


Qualche dato del mezzo

Il Monocar 201 è un tassello importante nella storia della Menarini, prodotto dalla Carrozzeria Menarini Bologna dal 1979 al 1989 in 3 versioni ed in diversi allestimenti (urbano, suburbano e interurbano tutte disponibili nelle due lunghezze “normale” e “lungo” rispettivamente da 10,5 e 12 metri). La prima versione, in cui rientra il 608 (anche se con un allestimento speciale richiesto dal capitolato della città felsinea), è denominata 201/0 e monta il motore Fiat 8200.13 da 10.308 cc mentre le successive 201/1 e 201/2 sono equipaggiate con il più recente 8220.12 da 9.572 cc. Esteticamente le differenze più marcate si riscontrano tra il 201/1 e il 201/2, quando rivisitando il disegno originale, si cerca di conferire un aspetto più moderno e accattivante al 201 adattandolo alle normative italiane di Federtrasporti e uniformando anche la componentistica con altre tipologie di mezzi urbani di altri produttori italiani.

Data e luogo di prima immatricolazione Bologna 08/10/1980
Targa BO 853121
Numero telaio CMB 04104
Costruttore Carrozzeria Menarini Bologna
Nome carrozzeria Monocar 201/0LS (1a serie)
Tipo carrozzeria Suburbana lunga a 2 porte a libro
Lunghezza max. m 11,995
Larghezza max. m 2,500
Sbalzo anteriore m 2,465
Passo m 6,050
Sbalzo posteriore m 3,480
Altezza m 2,930
Tipo motore FIAT 8200.13
Numero motore 618-013444
Tempi e combustibile 4 gasolio
Numero cilindri 6
Cilindrata totale 10.308 cc
Regime potenza max. 2500 GIRI/min 208 CV
Potenza fiscale CV 59, KW
Velocità massima 78,3 Km/h
Consumo (norme CUNA) 28,6 lt/100 Km
Capacità serbatoio combustibile Litri 300 (2 da 150), di cui 80 di riserva
Tipo di cambio Automatico ZF 4HP500 a 4 velocità e retromarcia con moltiplicatore del rapporto di spunto del convertitore 2,4 – tipo ZF 360-10
Numero di posti 105 di cui:
41 a sedere
63 in piedi
1 di servizio
Pesi Tara q 106,40
Carico utile q 71,40
Complessivo a pieno carico q 177,80
Freni di servizio Pneumatici
Freno di soccorso Pneumatico
Pneumatici 1° asse P22 x 5
2° asse P22 x 5 (doppi)
Diametro minimo di volta m 17,08

Il mezzo fa parte di un lotto di 30 vetture gemelle (tutte demolite nel giugno del 2006) realizzate nel 1980 dalla Carrozzeria Menarini Bologna per l’Azienda per i servizi municipalizzati del Comune di Bologna. Il mezzo è appartenuto all’A.T.C. di Bologna fino a settembre del 2005, azienda per la quale ha svolto onorato servizio fino al giugno 2005, con il numero aziendale 608, percorrendo un totale di un milione di km sulle linee che collegano il centro cittadino con le località ed i comuni limitrofi.
Con il passaggio di proprietà il mezzo è stato iscritto nel Registro Fiat Italiano (numero 23/05) che ne ha riconosciuto l’interesse storico e ne ha certificato le caratteristiche. In seguito ad un collaudo e cambio d’uso, dalla fine di gennaio 2006 il mezzo rientra tra i mezzi ad uso speciale veicolo storico.

Le notizie ed i dati tecnici esposti sono state da me raccolti personalmente, e rimpiango il mancato contributo da parte della attuale BredaMenariniBus a cui mi sono rivolto senza ricevere risposta.

01-608 DMA 012006-1.jpg (138344 byte) 02-608 a RN 008 Regina Margherita 120306.jpg (388864 byte) 03-608_riprese_film_012007-1.jpg (454938 byte) 04-608_riprese_film_012007-2.jpg (370400 byte) 05-608_a_Faenza_FS_15042007-7.jpg (427379 byte)

Foto:
01 – La 608 in Due Madonne dopo l’acquisto (Gennaio 2006)
02 – La 608 a Rimini (Viale Regina Margherita) (12 Marzo 2006)
03 e 04 - La 608 sul set del film “Lascia perdere Johnny” (Gennaio 2007)
05 – La 608 sosta a Faenza prima di raggiungere la ATC 640 a Castel San Pietro in occasione del “Menarini day” organizzato dal GST

Alessandro